Margherita

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In ricordo di Margherita

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Margherita

Margherita

Giovedi 25 Novembre 2010 

 Margherita Pavesi Mazzoni ha terminato la sua esistenza terrena.

In questa sezione raccogliamo alcune parole per ricordarla.

 

Margherita, artista nostra amica e fervente amante del Cristo, con una pittura e una scultura povera ha realizzato composizioni materiche, itinerari, scenografie e liturgie simboliche, e nelle sue opere ha proposto un’icona evocativa odierna, che invita alla preghiera. I suoi sono legni trasfigurati, che aprono gli occhi verso l’invisibile, invitano a penetrare in terre del cielo, aprono spazi di silenzio abitato, segnano la divina presenza a chi li contempla. Ora Margherita è nella luce e nella pace del Risorto e intercede per tutti. Siamo vicini con l'affetto e la preghiera ai figli e a tutti gli amici che la conobbero.
 

 

Carmelo e Lucia Di Fazio (Novembre 2010)
Abbiamo incontrato Margherita all’Eremo di San Pietro alle Stinche, nel Chiantigiano, lungo il nostro peregrinare alla ricerca di senso e di luce.
Ci ha illuminati con la presentazione dell’icona della trasfigurazione che donava all’Eremo nel giorno ad esso dedicato. Ci ha affascinato ed emozionato il suo linguaggio corporeo e comunicativo nella presentazione dell’opera. L’abbiamo invitata a Busto Arsizio a trasfondere questa capacità artistica e lei ha realizzato un’opera per il nostro terzo seminario. Ci ha fatto dono, nella sua presenza-assenza, di diverse sue opere che ci hanno condotto lungo tutto il cammino dei seminari di questi ultimi quattro anni, da Parole e silenzi a felici si diventa, introducendo e accompagnando la tavola rotonda e promuovendo la riflessione nei laboratori.
Abbiamo sperimentato, grazie a lei, come l’opera artistica possa intrecciarsi con la riflessione sulla relazione umana e con la Parola! Grazie.


Enzo Bianchi (priore della comunità di Bose) - 11 Novembre 2010
È forse impossibile sussurrare qualche parola e non turbare il dono che Margherita Pavesi ci fa con la sua altissima poesia, con la sua straordinaria arte. E la sua poesia è comunione con Giovanni Maria Vannucci, sorella Maria di Campello, Davide Maria Montagna e molti altri che sono passati sulle strade di questa vita da mendicanti della terra e pellegrini del cielo: l’esperienza della comunione dei santi è tangibile e pienamente vissuta.

Margherita vive ai confini, al punto di congiunzione tra la terra e il cielo, immergendosi ora nell’una ora nell’altro, entrando e uscendo con assoluta naturalezza, anche se a caro prezzo.

Le dolci colline senesi verso e oltre Montepulciano, la fila umile dei cipressi, la pievina distesa sul crinale… Dentro, come all’infuori, una nota inconfondibile di ordine, nitore, trasparenza, leggerezza: questo è lo spazio vitale di Margherita, il luogo in cui ha conquistato una potenza di trasfigurazione capace di condurre ogni cosa verso la luce, senza toglierle la sua qualità creaturale: gratia non destruit sed perficit naturam! E tutti i sensi concorrono al cantico nuovo, fino a realizzare questa preghiera: Fammi comprendere, Signore, che il Paradiso è nascosto dentro ognuno di noi. Che ora, ecco, è qui nascosto anche dentro di me e che, se voglio, domani stesso per me comincerà realmente e durerà tutta la vita.

Margherita ha tanto camminato, tanto lavorato e sofferto per trovare il senso vero dei suoi giorni. Ha lottato per credere, ex fide in fidem, nella bontà e nella bellezza delle creature come ragione del suo esistere, e forse è stato anche necessario che la sofferenza creasse dentro il cuore profondi solchi perché la luce potesse entrare…

Ancora questo giovedì 11 novembre, vera estate di san Martino, ho parlato più volte con lei. Nella sua ora sempre più estrema chiede e sorseggia acqua fresca scandendo, come un segno di croce, le parole: “…la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta”… Ricorda a chi le è accanto i versi alati delle poesie di questi suoi tre libriccini, bianco, nero, oro: è più che mai viva perché capace di stupore, ammirazione, bellezza, dono, sospiro, preghiera. “Non soffrirai, perché il Signore non lo permetterà, e sarai in sinu Jesu”, le viene sussurrato.

Dolcezza, pace. Una mano stringe un’altra mano mentre, dice, passa dal chrònos al kairòs, seduta sulla riva del fiume. Già potata è la vite, per nuova primavera…

Ha avuto anche la tenerezza di ringraziare, quando le ho fatto sapere che avrei scritto volentieri qualche povera riga, e poi il suo sguardo si volge agli amici: “siete belli, come i probiviri con una corona d’oro sulla testa!”.

A lei il Signore ha ormai posato la mano sul capo, donando sensi puri per vederlo, sensi umili per ascoltarlo, sensi d’amore per servirlo, sensi di fede per dimorare saldi in lui!

Non posso che sostare sulla soglia in silenzio e amore, come per un ultimo congedo, e chiedere ai santi, ai poeti, agli amici invisibili di accorrere e di accompagnare Margherita sulla lieve terra, verso l’incontro con l’Amato.

Cara Margherita, hai dipinto la luce del Risorto, ora puoi salpare, udire la cara Voce,  contemplare la sua luce. Quanta rugiada spargeva, con delicate mani, la notte, nei prati, non visto..! Il tuo pellegrinaggio è compiuto, le tue mani sono piene di fili di vita, le tue labbra cantano il nuovo canto del cuore liberato, un volo di colombe segna di candore l’azzurro. La terra scriverà per te a primavera un’epigrafe d’erba. Le nostre pene si rivestono di ghirlande di rose e gli occhi si perdono in regioni d’oro.

Non è più un’icona che tu offri a Gesù, ma la tua vita stessa.

Grazie!


Giuseppe Magini (2006)
Margherita è un’artista che agisce le sue opere in tre modi. Anzitutto con le ampie didascalie, se didascalie si possono chiamare. Affascinanti testi letterari e poetici che affianca a pitture e sculture. Poi con la parola riesprime il progetto, l’intenzione, il sentire specifico connesso con ogni singola opera. Infine con il gesto, perfino le movenze della sua stessa persona, quando espone i contenuti e le forme del suo messaggio d’arte. Si può arrivare a dire che il messaggio di Margherita è un messaggio complesso, di tipo addirittura ghestaltico, secondo la formula dell’arte totale, un’arte cioè non affidata esclusivamente alle tele, ai legni, alle pietre, ma addirittura a tutta la persona dell’artista, alle sue braccia, ai suoi occhi, alla sua bocca e – quello che più importa – al suo cuore. Tutte le mostre di Margherita sono itinerari e di ogni suo itinerario a Margherita preme molto l’illustrazione prima che l’itinerario stesso venga sperimentato. A Busto Arsizio portò “Dallo stridor di denti del drago a quel fibrillare d’ali squisitamente silenzioso”: un titolo che si fa fiaba, la fiaba dell’esistenza, della vita di noi tutti che si svolge tra il realismo chiassoso del quotidiano e le spinte ad una silenziosa elevazione interiore. Il tempo per Margherita è una sospensione spaziale che inserisce la sua pittura in una dimensione ampia, che ha il sapore dell’eternità.


Carmelo e Lucia Di Fazio  (2007)
Grazie Margherita per averci fatto questo dono meraviglioso: un presepe “in candor di neve” che ci accompagna nel nostro cammino di coppia alla riscoperta del Natale, del nascere e del morire dello scorrere del tempo fra pellegrini in ricerca, in ascolto profondo del messaggio di bellezza che emana, in contemplazione gioiosa del gloria al Bambino che nasce, irradiati dalla stella cometa che indica la strada, illumina il cammino  e aiuta a cogliere i segni della rinascita nei bucaneve che percorrono i sentieri e nella poesia di Aurobindo: “chi sceglie l’infinito, dall’infinito è scelto”.

Ritorniamo bambini meravigliati ed estasiati di fronte ad immagini ed emozioni che toccano il nostro profondo. Ogni scena rappresenta il nostro scorrere del tempo. Quei volti in cui è possibile riconoscersi, rispecchiarsi di fronte al grande stupore per il nostro Dio che sceglie di diventare bambino.

Ogni personaggio – la donna con il bambino, il pastore, la pianista, il monaco, la pittrice – ci porta a considerare la profondità di ogni cammino, la peculiarità di ogni lavoro che diventa “vocazione” nel momento in cui ciascuno si interroga:
     chi e che cosa abita il tuo cuore,
     che cosa sono chiamato ad essere.

Ciascuno non è un singolo, nella staticità, ma tutti concorrono nella relazione. Io esisto perché l’altro mi riconosce e mi chiama per nome con un’energia cosmica che concorre alla ricerca dell’Assoluto attraverso una spiritualità non straordinaria ma incarnata nella nostra umile quotidianità.

Non potevi farci dono più grande!

 

Preghiera composta da Margherita (2009)

GESU’ io credo in Te. Nella verità che hai testimoniato. Al mistero del Metro Pator Creatore, sosto in silenzio e mi prostro.

Percepisco il Santo Spirito, Spirito che viene negli spazi visibili e invisibili e che aleggia in tutte le cose velando e disgelando il BENE nella Bellezza della natura, in tutte le arti: Musica, Poesia, Pittura, Scultura, Architettura e nella Scienza superiore che dilata ed eleva le coscienze.

Amo il silenzio, l’immensità delle notti stellate, il canto, le danze degli uccellini e la fragranza, i colori dei fiori.

Amo la luce del sole che riscalda e illumina, la luce del cuore di ognuno che, nella paura, nella solitudine, conforta, custodisce e tutt’intorno irradia AMORE. Amo tutte le forme sincere di spiritualità pur appartenenti a religioni diverse.

Credo nel puro sentimento dell’immane tumulto esistenziale. Credo nella VITA. Nella gioia in unanimità. Credo in una PACE universale.

Credo che un giorno, nel risarcimento di tribolazioni, separatività, torture e disumane agonie la terra e le creature tutte saranno REDENTE e nella loro assoluta unicità, al di là del tempo-spazio, esulteranno nella monade divina in sintonia cosmica.


Lettera dei figli

Amici carissimi,
la mamma, Margherita Pavesi Mazzoni, ci ha lasciati il 25 novembre scorso alle nove del mattino. Molti di voi già lo sapevano, perché nei giorni precedenti lei stessa ha voluto salutare personalmente tante amiche e tanti amici venuti da ogni parte d'Italia. Più che un saluto era un addio: era consapevole e spesso ripeteva "Pregate Gesù perché venga a prendermi". 

Nel libretto che la mamma ha voluto chiamare "Autobiografia cromatica" si nascondono tanti momenti e tante attese della sua vita. Momenti e attese che parlano nei suoi quadri, nella sue icone e nelle raffigurazioni materiche. Un insieme di opere che ancora invitano alla riflessione e alla contemplazione in più di un eremo, in più di una chiesa e, soprattutto in tante case dove restano come una memoria per tante persone e lei care; per molte delle quali - e per qualcuna in particolare - Margherita è come una fiammella, piccola, ma ancora accesa. Una fiammella che aveva preso nuovo vigore in tanti incontri da lei seguiti o avuti e soprattutto nello sguardo e nelle parole di Padre Giovanni Vannucci e di fratel Carlo Carretto.
E proprio nel cimitero di Monte Senario, vicino a Padre Giovanni, riposano le sue spoglie.
Ai tanti amici comunichiamo che sono stati allestiti i suoi due presepi artistici: quello bianco presso la Cassa Rurale di Isera (Rovereto Trento) e quello d'oro a Tesero in val di Fiemme.
In quaresima ci sarà una mostra delle sue opere alla corsia di San Carlo a Milano. Cercheremo di tenere il suo sito (www.margheritapavesimazzoni.it) sempre aggiornato sulle iniziative che riguardano la mamma.

A tutti voi che l'avete conosciuta, apprezzata, amata, a tutti gli amici che hanno contribuito alla pubblicazione di queste pagine (che doveva essere il dono per il suo ottantesimo compleanno avvenuto il 4 settembre u.s. e che ora è anche il suo saluto a tutti noi) il nostro grazie più sincero e riconoscente con l'augurio che "l'onda d'oro" (per lei simbolo del Paraclito) che brilla in tante sue opere possa continuare a comunicare pace e luce.

 

Altri scritti e ricordi che riguardano Margherita sono pubblicati in questo sito nella sezione Documenti - Eventi (anni 2006 e 2007).
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