Yanda Leon

Yanda Leon

it-af

Siete invitati
Sabato 22 Ottobre 2011
all’Oratorio San Filippo Neri
Via don Davide Albertario – Busto Arsizio

Ci incontriamo alle ore 20 per una cena Afro-Italiana con Libro. Dopo la cena vi presenteremo (e vi regaleremo) il libro: Quattro piedi in due scarpe di Yanda Leon.

Potete estendere questo invito ai vostri famigliari e amici. (Cena + Libro € 15.00)
Chiediamo la cortesia di confermare qualche giorno prima la vostra presenza inviando un messaggio a :
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  Leggete più informazioni cliccando qui.

 

Leonweb


Ospitiamo in questa sezione la proposta di alcuni amici che si sono attivati per dare una mano a Yanda Leon.

Lo facciamo perchè si tratta di una proposta articolata e per certi versi "nuova".
In questo periodo ci prepariamo al VII incontro mondiale delle famiglie; quello che troviamo qui di seguito è un modo di avvicinarci ad una tipologia di famiglia/società che normalmente sentiamo come molto lontana da noi.
Leggete con calma di cosa si tratta e, se potete, fate "circolare" questo articolo a tutte le persone che ritenete possano essere interessate.

QUATTRO PIEDI IN DUE SCARPE
Una storia vera da leggere per ….


CHI SIAMO
Un gruppo di amici di Yanda Leon, desiderosi di sostenere alcuni progetti per un villaggio del Camerun in cui vive ed opera attualmente.

Abbiamo capito tre cose:
.1. che le guerre non hanno mai risolto nulla nel mondo e tanto meno in Africa dove spesso sono lo strumento principe per appropriarsi facilmente delle  ricchezze del sottosuolo  (il forziere del mondo)

.2. che l’immigrazione non risolve i problemi africani, anzi li acuisce disperdendo nel mondo le menti più belle e le  braccia più giovani. 

.3. Abbiamo capito che lo sviluppo vero non può avvenire che attraverso gli africani. San Daniele Comboni, nel 1870 diceva che “l’Africa si salva con l’Africa”.

Noi vogliamo aiutare l’Africa soprattutto con gli africani che abbiamo conosciuto e che hanno avuto la forza e il coraggio di tornare per dare una mano al loro paese, perché credono che solo attraverso la loro mente e le loro braccia l’Africa potrà crescere veramente.

Inoltre i nostri sono piccoli progetti rivolti alla gente; e questo è un altro elemento di scelta da parte nostra, quei piccoli progetti che possono migliorare le condizioni di vita del popolo e dare l’avvio, lo spunto a qualche attività artigianale che potrà svilupparsi in attività industriali.
 

CHI E’ Yanda Leon.

Leon ha 40 anni, è figlio di un maestro alfabetizzatore cristiano; ha studiato nel suo villaggio mostrando la sua intelligenza fervida, tanto che è stato sostenuto dai Padri missionari per continuare negli studi.
In Camerun si è diplomato e poi è entrato in seminario venendo in Italia con i missionari del PIME; dopo tre anni ha lasciato il seminario ed è tornato in Camerun dove , con i genitori, ha maturato il progetto di tornare in Italia per laurearsi.
Nel 2006 si è laureato in Italia, laurea alla Cattolica di Milano in “scienze della cooperazione internazionale” mantenendosi agli studi facendo i più disparati lavori. E’ tornato quindi nel suo paese con il desiderio  di attuare, alcuni progetti di auto-sviluppo in modo particolare per i giovani del suo Camerun.


COSA STA FACENDO OGGI.

Lavora in una scuola professionale di una Diocesi del Camerun che ha come scopo di raccogliere i ragazzi dalla strada e tentare di dar loro una prospettiva, diversa da quella dell’emigrazione in Europa.
Organizza corsi di falegnameria, di muratura, di meccanica,.. e propone progetti di inserimento lavorativo.


COSA VORREBBE FARE.

1) Completare la costruzione della biblioteca (la copertura) dove vorrebbe sistemare definitivamente i circa 1300 libri, che ora sono in casa sua custoditi e messi a disposizione di un bibliotecario (suo fratello).
Molti ragazzi hanno già potuto fruire di questa opportunità di studiare con altri libri (ancora adesso molti ragazzi non hanno libri e perciò devono arrangiarsi).

2) Sostenere gli inserimenti lavorativi fornendo l’occasione di avviare qualche attività artigianale nel campo della trasformazione e della conservazione alimentare: Macchina per l’estrazione dell’olio di soia (2500 €), incubatrice per la produzione di polli (300 €), macchina per la passata di pomodoro (250 €).


COSA POSSIAMO FARE NOI.

Leon durante gli studi a Milano ha scritto un libro: “Quattro piedi in due scarpe“, è stato stampato e venduto tra giugno e novembre del 2006… il ricavato è servito per costruire parte della biblioteca e acquistare i libri.

Il primo e più semplice impegno è quello di acquistare questo libro e leggerlo: sarà una originale introduzione ai problemi dell’Africa: è adatto per tutti (come i grandi libri non hanno un solo destinatario; ma si rivolge bene a molte categorie di persone) è stato letto ed apprezzato da tanti nostri amici, giovani, meno giovani e vecchi. Noi abbiamo pensato di ristampare 1.000  copie del libro; alcuni amici hanno finanziato la ristampa e ne promuovono la vendita.

Il ricavato verrà inviato a Leon per contribuire alla realizzazione dei progetti.


IL LIBRO NARRA…

Questo libro narra, con grande semplicità ma molto coinvolgimento, il percorso di due amici camerunesi, uno arrivato all’università e in Europa, e l’altro che non ha avuto l’occasione di studiare, rimanendo sempre nel suo villaggio e purtroppo nella sua povertà. Narra del percorso interiore e delle riflessioni di un ragazzo, di un adolescente, di un uomo, di un cristiano di fronte alle diversità/ingiustizie.
Ci introduce con delicatezza all’Africa e alle sue contraddizioni vissute intensamente dai due protagonisti.


COME FARE

Abbiamo bisogno di persone singole, gruppi, associazioni, parrocchie, negozianti, aziende che vogliono aiutarci nella vendita del libro.

Chi desidera promuovere la vendita o acquistare direttamente copie di “Quattro piedi in due scarpe” può rivolgersi a:

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.         Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Grazie per la vostra attenzione!


Di seguito le immagini di alcuni amici che Leon ha aiutato in questi ultimi anni (con i suoi commenti in Afro-Italiano!)

Bayanac  Bayanak e compagniBayanack Martin Luther ha imparato "l’arte" ed ora fa delle meraviglie. In questa foto ha fatto un lavoro per un’impresa cinese. Lui non se le gode da solo ma lavora con quattro altri ragazzi che l’hanno preso per idolo.

Cuoca Tono Essama Pauline è una ragazza madre che ha tentato tre volte senza successo di andare in Francia. Il suo Parrocco ci ha affidato la sua formazione in arte di cucinare. Apppena la formazione è stata conclusa, lei è stata impiegata da un presidente di un club locale come cuoca personale. Ora puo educare tranquillamente i suoi due figli e non andrà più all’estero.

Etja Etja Melchior ha beneficiato di una formazione in saldatura alluminio ed ha avuto un micro credito per aprire una sua officina.

Fratello di Leon Fratello di Leon. "Gestore" della biblioteca del villaggio

Kikmo Kikmo roger giovane di 30 anni e padre e di un bambino è diventato un impreditore di café grazie ad un micro credito. Ora, gestisce un impresa che impiega 8 persone.

parrucchiera Innès 19 anni, ha avuto un formazione in acconciatura. Adesso, lei lavora come parruchiera. Lei ora riesce ad aiutare i suoi fratelli ad andare a scuola e ha anche qualcosa per i suoi bisogni personali.

Yebga Ecco Yebga Nyeck, giovane di 22 anni, orfano di entrambi i genitori e prima candidato alla emigrazione in Spagna. E’ stato selezionato per una formazione in Saldatura ed ora ha trovato un bel lavoro al cantiere navale. Non vuole più sentire parlare di emigrare ed è convinto che è la disoccupazione la prima causa che spinge i giovani ad andarsene.

Macchine 

Queste le macchine che Leon vorrebbe acquistare.

° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° 

BomaDott. Hilary Boma.. 

Anche il dott. Hilary Boma è un figlio d’Africa che noi abbiamo  incontrato ed aiutato a studiare. Nel 2003 è diventato medico, ha lavorato per mantenersi agli studi, ora lavora a Sondrio come medico di base, come medico assistente in carcere, come guardia medica, perché, come dice lui : “andare in Africa in un villaggio senza una buona esperienza si può far più male che bene”.
A breve andrà in Africa, nel Sud Sudan, finalmente libero!, per il suo terzo viaggio di ricognizione, per mettere le basi del suo intervento.
A tempo opportuno vorremmo sostenere anche il suo rientro in Africa. 
Si può conoscere meglio il suo progetto sul sito:  http://villaggiochiamaonlus.webnode.com/